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Kabbalah

Il più antico corpus di saggezza spirituale del mondo, è un sistema concreto che permette di comprendere lo scopo della nostra esistenza. Kabbalah significa ricevere, ottenere. E’ un aiuto indispensabile al processo di trasformazione della consapevolezza umana, personale, collettiva.

La Kabbalah non possiede dogmi, non chiede di abbandonare la propria fede o percorso religioso, aiuta semplicemente a comprendere le leggi del cosmo dove ogni avversità è vista come un elemento assolutamente positivo, così come l’antidoto al morso velenoso del serpente è contenuto nel veleno stesso.

Tutta la tradizione ebraica attribuisce al proprio alfabeto un valore spirituale, etico e psicologico che non si incontra in nessuna altra lingua.  Ogni lettera ha tre livelli, forma, suono e valore numerico. Le 22 lettere dell’alfabeto ebraico sono energie spirituali, quindi ogni lettera che compone il nostro angelo oltre a un significato spirituale ha anche un valore numerico. La Kabbalah associa a ogni nome un valore numerico che assume una valenza e una vibrazione metafisica.

I 72 angeli ovvero i 72 nomi di DIO

Conoscere il proprio angelo secondo la Kabbalah può essere una guida per orientare meglio noi stessi a comprendere cosa veramente vuole il nostro sé spirituale e non il nostro Ego. E’ lui, il sé spirituale, che può aiutarci a non distrarci. Ogni energia angelica esprime la propria qualità, ma cela in sé il suo contrario. Due energie opposte che contendono la nostra attenzione, il custode (che rappresenta la nostra vera essenza di essere divini), e il nostro “diavolo” personale (da diaballo, che in greco significa dividere), colui che ci inganna e divide distraendoci dall’unità verso cui dovremmo tendere.

Il colore rosso

Secondo la kabbalah il rosso è usato per difenderci dal potere di far male con lo sguardo, potremmo parlare di evil eye o malocchio, una forza negativa molto potente. Riguarda gli sguardi cattivi che riceviamo da chi ci sta intorno. Il rosso è come un antidoto contro i desideri egoistici che si insinuano nella mente e nel cuore. Con il rosso nell’arte paleocristiana si dipingevano gli arcangeli e i serafini.

Secondo la kabbalah il bracciale rosso deve essere allacciato sul polso sinistro, perché le avversità entrerebbero dalla parte sinistra del nostro corpo. La tradizione vuole che sia una persona che ci vuole bene ad allacciarci il bracciale.

La kabballah dice di girare intorno al polso il cordoncino rosse x 7 volte, secondo un antica usanza  questo bracciale viene chiamato il filo rosso di Rachele.Il numero 7 è considerato da sempre un numero magico fin dall antichità.

CHAI, ovvero VITA. Due lettere ebraiche Chet e Yod unite a comporre il simbolo che troverete inciso nei gioielli della collezione Kabbalah di L33. 

 

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